È caratterizzato da una infiammazione della
mucosa con formazione di ascessi (accumulo di infiltrato infiammatorio
in un tessuto) con conseguente distruzione del tessuto; danno cronico
della mucosa con formazione di villi tozzi; ulcerazione della mucosa;
formazione di fistole (connessioni tra l'intestino e altri organi);
rigonfiamento della mucosa fino alla ostruzione totale, che necessita
di intervento chirurgico.
Il morbo di Crohn causa problemi non solo all'apparato digerente,
ma anche ad altri organi in quanto scatena una
sindrome
da malassorbimento.
La
diagnosi del morbo di Crohn si basa
su una valutazione globale in quanto non esistono sintomi sufficientemente
specifici:
- valutazione clinica: presenza di fistole,
dolorabilità dell'addome;
- valutazione ematoclinica: anemia, leucocitosi, ipoalbuminemia,
ipocolesterolemia;
- endoscopia: permette di evidenziare la caratteristica degenerazione
infiammatoria della mucosa;
- ecografia: rileva l'inspessimento delle anse dell'ileo;
- radiologia: può visualizzare aree di ostruzione;
- esame TAC: valuta l'estensione del processo infiammatorio e
il coinvolgimento di altri organi;
- risonanza magnetica nucleare: rileva fistole e ascessi.
Il morbo di Crohn, come tutte le patologie autoimmuni,
è caratterizzato da una componente genetica associata a fattori
ambientali. Sono state proposte diverse ipotesi riguardo l'eziologia
della patologia:
- eziologia infettiva: alcuni agenti infettivi
come il micobatterio della tubercolosi e il virus del morbillo
potrebbero essere la causa scatenante della malattia, infatti
si è constatato che i nati durante epidemie di morbillo
hanno una incidenza elevata;
- predisposizione genetica: esiste una familiarità accertata
in quanto i figli di pazienti hanno una predisposizione alla malattia
di Crohn, sono stati evidenziati anche alcuni loci genici ereditati,
responsabili di tale predisposizione;
- condizioni ambientali, in particolare riguardanti la flora intestinale.
Secondo alcuni, la malattia è scatenata da una risposta
immunitaria anomala contro i batteri intestinali;
- fattori psicosomatici: stress, traumi, allergie alimentari,
ecc;
- anomala risposta del sistema immunitario.
Il morbo di Crohn si cura trattando i sintomi e
cercando di limitare l'infiammazione con l'assunzione di farmaci
antinfiammatori e immunosoppressori. La malattia di Crohn beneficia
dei nuovi farmaci "biologici", come l'infliximab, che
agiscono inibendo l'azione del TNF-alfa, uno dei mediatori chimici
che scatenano la risposta infiammatoria del morbo di Crohn e di
altre patologie, come la spondilite anchilosante e l'artrite reumatoide.
L'intervento chirurgico, atto ad asportare la porzione di intestino
malata, è necessario solo in caso di ostruzione o emorralgia
grave e in ogni caso non è risolutivo, poiché la patologia
tende a ripresentarsi nelle porzioni di intestino adiacenti.