Cisti ovariche

Le cisti ovariche sono delle formazioni benigne che colpiscono il tessuto ovarico e si distinguono in cisti funzionali e cisti organiche.

Le prime sono quelle che derivano da un'anomalia nel processo dell'ovulazione e si distinguono principalmente le cisti follicolari e le luteiniche (a queste poi si aggiungono le cisti teco-luteiniche, il luteoma gravidico, ecc...).

Le organiche invece derivano da alterazioni istologiche del tessuto ovarico e tra queste annoveriamo le cisti dermoidi (o teratomi cistici), cisti endometriosiche, cistoadenomi sierosi, mucinosi e molte altre formazioni che qui non stiamo ad elencare.

I tessuti ovarici che sono maggiormente interessati da patologie sono l'epitelio di superficie e lo stroma ovarico.

L'epitelio di superficie dell'ovaio è la fonte maggiore di insorgenza di formazioni ed è la zona in cui si realizza l'ovulazione.

Lo stroma è invece la zona germinale contenente gli ovociti . Questa è la parte attiva dal punto di vista ormonale dal momento che è la sede di produzione degli ormoni ovarici.

Le formazioni cistiche benigne che qui prenderemo in esame sono quelle principali, ovvero:

  1. cisti follicolari;
  2. cisti luteiniche;
  3. cisti dermoidi.

Cisti follicolare





Cisti ovariche

Fisiologicamente, il follicolo di Graaf deve scoppiare al 14° giorno del ciclo mestruale, rilasciando l'ovocito maturo e dando così origine all'ovulazione.

Tuttavia,  a volte capita che il follicolo prodotto da un ovaio non scoppi, non rilasciando quindi l'ovocito maturo. Il follicolo non esploso continua a crescere formando così una cisti ovarica follicolare.

Le cisti follicolari infatti consistono in una sovradistensione di un follicolo di Graaf a causa dell'aumento del liquido follicolare secondario alla degenerazione dell'ovocita in esso contenuto.

Aspetto. Solitamente, la cisti follicolare si aggira intorno ai 2-3 cm ma può raggiungere anche notevoli dimensioni, arrivando a misurare 8-10 cm.

Sono cisti uniloculari (un'unica cavità ripiena senza la presenza di setti che la dividono al suo interno) e appaiono anaecogena (nere, poiché ripiene di liquido) all'esame ecografico.

Quando colpisce. Colpisce con maggiore frequenza le donne tra i 15 e i 45 anni, quindi in età fertile (quando infatti avviene l'ovulazione), sono rare nel periodo della menopausa.

Cause. Possono essere causate soprattutto da una risposta eccessiva dell'ovaio allo stimolo ormonale o da una anomalia dell'ovulazione.

Sintomi. I sintomi principali correlati alle cisti follicolari sono il dolore e l'irregolarità del ciclo. Il dolore si presenta in fossa iliaca (destra o sinistra a seconda dell'ovaio colpito) ed è simile al dolore provocato da una colica renale. Inoltre possono andare incontro a complicanze come la rottura o portare alla torsione dell'ovaio.

L'irregolarità del ciclo, invece, è una delle principali spie della presenza di una cisti. Esse possono infatti causare polimenorrea (accorciamento del ciclo mestruale), oligomenorrea (mancanza della regolarità dell'episodio mestruale) o amenorrea (assenza delle mestruazioni). Questa irregolarità è dovuta all'eccessiva produzione di estrogeni e da un'alterata secrezione di gonadotropine.

Tuttavia, la maggior parte delle cisti, resta asintomatica.

A volte possono regredire in maniera spontanea nel giro di qualche settimana, altre volte invece si ingrandiscono e causano dolore in sede ovarica.

Diagnosi. Si sospetta la presenza di una cisti ovarica quando il ciclo mestruale è irregolare, oppure durante una visita ginecologica. Palpando infatti in regione annessiale (dove cioè si trovano le tube e le ovaie) si può apprezzare la presenza di una formazione tondeggiante monolaterale mobile e di consistenza teso-elastica. Il sospetto delle diagnosi di cisti ovarica verrà confermato da un'ecografia, che evidenzierà una massa anaecogena, cioè nera per la presenza all'interno di liquido.

Terapia. Molto spesso non è necessaria una terapia specifica, se non aspettare la regressione spontanea, che avviene di solito nell'arco di 1-2 cicli mestruali. Tuttavia in alcuni casi, come detto in precedenza, queste cisti possono non scomparire, ma ingrandirsi e dare problemi.

In questo caso si può iniziare una terapia somministrando la pillola anticoncezionale, ovvero una certa quantità di ormoni estro progestinici per circa 4-6 mesi.

Va sempre effettuato un controllo ecografico per monitorare l'andamento della patologia, vedere se regredisce o meno.

A volte, quando queste formazioni superano i 5-6 cm di dimensioni, si interviene chirurgicamente (di solito in laparoscopia ma a volte in laparotomia), in quanto non sempre regrediscono nonostante la somministrazione della pillola.

L'intervento viene eseguito in anestesia generale e in laparoscopia si introduce il laparoscopio tramite un'incisura ombelicale. Con il laparoscopio si può osservare la cavità addominale, precedentemente distesa tramite l'insufflazione di gas.

Con altri due piccoli taglietti laterali, si inseriscono gli strumenti per rimuovere o aspirare la cisti.

La laparotomia, che prevede invece una profonda incisione dell'addome, si riserva a casi particolari, come una sospetta formazione maligna, una paziente obesa o una cisti troppo grande per essere tolta per via laparoscopica.

Cisti luteiniche

La cisti luteinica si sviluppa a causa della formazione di un ematoma o per la raccolta di liquido siero-ematico nel corpo luteo dopo che è avvenuta l'ovulazione.

Aspetto. Le cisti luteiniche sono solitamente uniche, uniloculari e di dimensioni inferiori a quelle follicolari, arrivano infatti al massimo ad un diametro di 4-5 cm.

Presentano una maggiore densità e vascolarizzazione, a causa del loro ripieno.

Sintomi. I sintomi sono sempre gli stessi delle cisti follicolari: dolore e senso di peso in fossa iliaca, presenza di una massa palpabile e dolorabile all'esame addominale e irregolarità mestruali. Possono andare incontro a rottura, con conseguente emoperitoneo.

Le cisti luteiniche al pari di quelle follicolari possono essere responsabili di sterilità in quanto con la loro attività funzionale determinano blocco dell'ovulazione per feed-back negativo ormonale.

Diagnosi. Oltre all'esame obiettivo, ci si avvale dell'esame ecografico. Queste cisti luteiniche hanno un aspetto frastagliato con una zona ipercogena che rappresenta il sangue mestruale in esse raccolte.

Terapia. Queste cisti, ugualmente a quelle follicolari, si riassorbono e quindi scompaiono da sole, oppure richiedono la terapia soppressiva ormonale.

Cisti dermoide

La cisti dermoide è un teratoma maturo cistico che origina dal tessuto germinale primordiale, ovvero un insieme di cellule derivate dall'embrione che sono in grado di crescere e differenziarsi.

Rappresenta circa il 15% dei tumori benigni dell'ovaio, può essere bilaterale nel 15-25% dei casi e nell'1-2% dei casi può andare incontro a degenerazione maligna.

Aspetto. La cisti dermoide è una formazione tondeggiante, liscia, a parete spessa, bianco-giallastra con diametro tra i 5 e i 15 cm.

Solitamente uniloculare, è una formazione caratteristica per il fatto che contiene residui embrionali: capelli, denti, peli, residui di tessuto tiroideo, osseo, ecc…

Quando colpisce. Sono tumori tipici dell'età fertile, colpiscono 9/100.000 donne di età compresa tra i 30 e i 40 anni.

Sintomi. Come tutte le cisti che colpiscono l'ovaio, causano principalmente sintomi come dolore in fossa iliaca e irregolarità del ciclo mestruale.

Diagnosi. Come per le altre cisti, ci sia avvale dell'esame obiettivo e dell'ecografia. Con questo esame strumentale si evidenzia una struttura a contenuto cistico, con aree solide fortemente riflettenti senza evidenza di neoangiogenesi.

Terapia. Nonostante sia una formazione benigna, è necessario asportarla chirurgicamente. Non sono previsti trattamenti farmacologici per la cisti dermoide.

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