Questo articolo deve il suo titolo alla disinformazione
che si incontra quando si visita una sagra di paese, meglio se orientata
al biologico. Su 10 banchetti, almeno 5 trattano prodotti "salutistici"
e di questi, il 100% riporta informazioni errate o contraddittorie,
al solo fine di vendere per salutistico qualcosa che non lo è.
Vediamo qualche esempio.
Quella delle marmellate senza zucchero è
un esempio di come il terrorismo alimentare possa nuocere gravemente
alla qualità organolettica dei prodotti. Le marmellate sono
un prodotto a bassissima reddittività, e questo comporta
una qualità mediamente molto scarsa.
Se questo non bastasse, le marmellate potenzialmente di qualità,
ovvero quelle veramente artigianali, prodotte da piccole aziende
che spesso trasformano la frutta di loro proprietà, cadono
vittima del mercato che richiede prodotti "dietetici"
e "senza zucchero". Si trovano quindi marmellate con
zucchero
di canna biologico, che inquina il gusto della frutta peggiorandone
le qualità organolettiche, o peggio marmellate dolcificate
con
succo di mela o ciliegia, che inquina in modo tremendo
il gusto, rendendo spesso irriconoscibile il gusto della frutta
di base (tutte le marmellate sanno di mela!).
Il problema della marmellata è
l'eccesso di zuccheri, qualunque sia la loro provenienza. L'eccesso
di zuccheri "alternativi" è dannoso quanto l'eccesso
di zucchero raffinato.
Volendo fare una proporzione, lo zucchero raffinato sta all'olio
extravergine di oliva come la barbabietola sta alle olive.
Gli unici produttori che puntano sulle calorie, per esempio proponendo
marmellate di sola frutta, spesso eccedono scendendo sotto al 30%
di zuccheri, con marmellate che sono poco più che succhi
di frutta. Una marmellata è come un dolce: senza zucchero
perde appetibilità a tal punto da diventare immangiabile.
La
carne di struzzo è stata introdotta
entusiaticamente qualche anno fa, ma non ha mai preso veramente
piede, rimanendo sostanzialmente un prodotto di nicchia, molto costoso.
Nutrizionalmente può essere assimilata alla carne di cavallo,
molto magra e molto ricca di ferro.
Il fatto che sia magra non la rende di certo molto diversa dalle
carni magre più diffuse, non vedo grande differenza tra il
4-5% di un coscio di maiale a un 1-2% di una bistecca di struzzo.
I messaggi che vengono dati per sponsorizzare "salutisticamente"
il prodotto sono 2:
- la carne è magrissima (praticamente
non ha grassi);
- i grassi della carne di struzzo contengono grassi polinsaturi
(tra cui gli omega3), più salutari di quelli saturi contenuti
nelle carni tradizionali.
Notare la contraddizione: ma se la carne praticamente non contiene
grassi, come fa a contenere quantità significative di omega
3?
Da notare che il
salame di struzzo (omnipresente alle sagre)
è prodotto con grasso di maiale, quindi non è nè
magro nè tantomeno ricco di omega 3!
Nello stesso errore incappano i nutrizionisti che esaltano le qualità
del pesce perché contiene omega 3, senza specificare QUALE
pesce. La maggior parte del pesce è magro, e di grassi (e
quindi di omega 3) ne contiene quantità irrisorie.