Cioccolato e grassi vegetali

Cioccolato

È ormai da qualche anno che la Comunità Europea ha concesso l'utilizzo dei grassi vegetali nella misura del 5% per produrre il cioccolato. A seguito della notizia si è scatenato un polverone giornalistico senza precedenti. Come spesso accade, dietro questo scandalo c'è ben poca sostanza e molto "pompaggio" da parte della stampa, sempre a caccia di scoop sensazionalistici. Infatti:

  1. Il vantaggio economico per le aziende è limitato, poiché il 5% è una quantità troppo piccola perché sia economicamente vantaggiosa.
  2. Chi è in grado di accorgersi che in un cioccolato c'è il 5% di grassi vegetali? La bontà di un prodotto non è data dalla presenza o meno del 5% di grassi vegetali, ma dalla qualità degli ingredienti e della lavorazione. In parole povere, il cioccolato scarso rimarrà tale con o senza l'aggiunta del 5% di grassi vegetali. Anzi, questo può essere un vantaggio per il consumatore poiché differenzierà il cioccolato veramente scarso da quello di media qualità.
  3. Le quantità di cioccolato consentite ad una persona normopeso sono talmente basse che il 5% di grassi vegetali, anche se fossero dannosi (e non lo sono più di tanto), non sarebbero quantitativamente significativi.
  4. Si fa tanto clamore per il 5% di grassi vegetali, quando un prodotto osannato da tutti, la Nutella, ne contiene più del 13%! Alla faccia della informazione obbiettiva!

In realtà, la CE ha emesso questo regolamento perché le leggi in materia di alimenti devono essere uniformi in tutta Eurolandia: siccome 7 paesi già consentivano l'uso di grassi vegetali, invece di mettere in difficoltà tali paesi si è estesa la possibilità in tutti gli altri. Semplice, forse troppo...

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