Come abbiamo visto un modello alimentare
Frequentando l'ambiente degli appassionati di alimentazione mi sono
reso conto che l'efficacia di un modello alimentare non dipende
tanto dal modello stesso, ma dall'acculturamento di chi lo segue
ovvero dal fatto che la persona possegga o meno una coscienza alimentare.
In particolare, un modello alimentare funziona quando risolve il
problema del bilancio calorico, ovvero quando il soggetto trova
un modo per
Questo passo è molto importante e significa che:
- la macchina umana può vivere
Chi segue una dieta
Le
colpe degli organi ufficiali sono evidenti e molto gravi
(lo stato è l'unico organo che può impostare un serio
programma di educazione nutrizionale), mentre le altre teorie sono
quasi sempre inquinate da
interessi commerciali e dalle
manie
di grandezza dei loro ideatori.
Queste teorie possono essere classificate in quattro categorie:
qualitative,
quantitative,
semplicistiche
e
ortoressiche.
Sono le teorie degli organi ufficiali, che si
basano semplicemente sull'
esaltazione di alcuni alimenti e alla
demonizzazione di altri. Il classico esempio è quello
della
dieta mediterranea:
sebbene la trattazione formale prevede la quantificazione delle
porzioni da assumere nella giornata, è anche vero che
nessuno
conosce le linee guida (perché nessuno gliele insegna)
e l'unico messaggio che arriva alla popolazione è quello
di mangiare genericamente verdura, olio di oliva, pasta e pane,
e di limitare i grassi animali e il burro. La mancanza di indicazioni
quantitative
non risolve il problema del sovrappeso, il che
vanifica di fatto il beneficio di tutte le altre regole, anche se
seguite alla lettera.
Non a caso il popolo italiano, che grossomodo segue queste indicazioni,
è al secondo posto (dopo i tedeschi) nella graduatoria dei
più obesi d'Europa.
I modelli alimentari più bizzarri, ma
anche i più sensati, fanno parte di questa categoria: l'elemento
comune è dato dalla
semplificazione della causa dei problemi
legati all'alimentazione, e la promessa di risultati strabilianti,
al limite del miracoloso.
In parole povere gli autori di queste teorie dimostrano, supportati
da esperimenti scientifici più o meno convincenti di aver
trovato
la causa di tutti i mali, che solitamente è
una sola: estirpata quella il seguace avrà la vita eterna,
o quasi.
Infatti la seconda caratteristica di queste teorie sono
le promesse
impossibili: secondo questi autori è possibile ottenere
prestazioni sportive e mentali da record e sconfiggere le malattie
degenerative più comuni (l'AIDS, il diabete, il cancro, le
malattie autoimmuni come l'artrite reumatoide, ecc.) con la sola
alimentazione.
E' facile capire come questo approccio consenta di catturare una
grossa fetta della popolazione: l'approccio semplificato (e abilmente
supportato da dati e esperimenti scientifici pilotati ad hoc) convince
il soggetto di
aver finalmente capito tutto sull'alimentazione,
mentre le promesse impossibili aumentano l'entusiasmo e quindi il
livello di sopportazione delle regole, spesso molto pesanti,
che il soggetto è costretto a seguire.
La
dieta a zona, dei gruppi sanguigni,
la Atkins, la metabolica, sono esempi classici di questo tipo di
modelli alimentari.
Analizzando criticamente queste diete, si scopre che le regole che
vengono imposte
servono principalmente a mangiare poche calorie,
e infatti sono tanto più restrittive quanto meno il soggetto
è costretto a preoccuparsi delle quantità di ciò
che assume.
Questo è un ingrediente del loro successo, poichè
molti
odiano contare le calorie
e non aspettano altri che qualcuno che gli dica che è inutile
farlo. Spesso però non ci si rende conto che lo sforzo fatto
per abituarsi alle regole del modello è equivalente a quello
per imparare a contare le calorie...
In parole povere queste diete consentono (non tutte) di mantenere
sotto controllo il peso corporeo senza dover quantificare esattamente
ciò che si mangia ma
tolgono la libertà nella scelta
degli alimenti (poichè i problemi concettuali non si
aggirano!).
Se promettessero solo questo, ovviamente non avrebbero alcun seguito.
Promettendo miracoli, invece, ottengono un discreto successo, sfruttando
i fallimenti dei metodi qualitativi dei nutrizionisti ufficiali,
il cui fallimento viene abilmente sfruttato per alimentare
il
sensazionalismo e il clamore su questi autori che hanno finalmente
scoperto il perché le cose non funzionano...
Queste teorie alimentari sono le più estreme,
e sono accumunate dal fatto di
escludere completamente un'ampia
categoria di alimenti, poichè ritenuta dannosa, oppure
per motivi etici. Fanno parte di questa categoria le diete vegane,
la macrobiotica, la purista e la crudista.
È interessante considerare l'ultima, che esclude completamente
qualunque cibo che abbia subito qualsiasi processo di cottura. Essa
è talmente estrema che consente al soggetto di mangiare praticamente
quello che vuole senza limitazioni, nell'ambito degli alimenti consentiti:
la varietà degli alimenti concessi è talmente ristretta
che è impossibile ingrassare.
È la "tattica" delle diete semplicistiche portato
alla massima potenza: limitando la libertà di scelta imponendo
regole sempre più restrittive, ci si svincola dalle indicazioni
quantitative. Ovviamente, anche in questo caso (e a maggior ragione),
c'è il forte
supporto psicologico delle promesse impossibili:
secondo la dieta crudista il cibo cotto è un veleno e mangiando
cibo crudo si avrà una salute di ferro e si potrà
dire addio a qualunque malattia.
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