I fabbisogni giornalieri di vitamine e minerali
sono stabiliti dagli organismi di nutrizione ufficiali nazionali
ed internazionali.
I pionieri di questo tipo di approccio sono gli americani, che hanno
redatto le loro RDA fin dal dopoguerra. I valori europei,
e anche quelli italiani (le LARN) sono del tutto in linea con le
RDA.
Nel 1997, l'Institute of Medicine of the National Academy ha introdotto
le RDI (Dietary Reference Intake), aumentando alcuni valori
delle RDA, definendo livelli di assunzione "adeguati"
per i nutrienti che non erano trattati dalle RDA e definendo anche
dei limiti superiori di sicurezza, valore utile negli Stati Uniti
dove esistono integratori che contengono quantità molto elevate
di micronutrienti.
Dal momento che non esistono due organismi uguali fra loro è
ovvio che ognuno di noi ha dei bisogni differenti: le quantità
raccomandate garantiscono un apporto minimo di nutrienti che
consente alla grande maggioranza della popolazione di non sviluppare
malattie a causa della loro carenza.
Se andiamo a vedere in quali alimenti sono contenute
le
vitamine e i minerali indispensabili
all'organismo, possiamo notare che
non esiste un alimento o una
categoria di alimenti veramente completi, ovvero che contengano
tutte le sostanze necessarie nella giusta quantità. Questa
considerazione ci porta a definire la regola da rispettare per garantirci
il giusto apporto di micronutrienti:
- una dieta variata garantisce il
rispetto delle quantità raccomandate di vitamine e minerali.
- alcune sostanze sono difficilmente assumibili
tramite l'alimentazione, ed è quindi consigliabile l'integrazione.
Il problema, dunque, è quello di stabilire un criterio per
determinare che
cos'è una dieta variata, che sia abbastanza
pratico da consentirci di stabilire se la nostra dieta lo è
oppure no:
- una dieta variata non esclude nessuna
categoria di alimenti, e all'interno di ogni categoria comprende
la maggior parte degli alimenti appartenenti a tale categoria.
La classica vecchia regola di
mangiare un po' di tutto, con moderazione,
dunque, è sempre attuale.
Tuttavia non è così semplice da seguire, infatti è
probabile che molte persone siano carenti in uno o più nutrienti,
proprio perché non seguono una dieta abbastanza variata.
Ci sono alcuni comportamenti che aiutano molto a far si che la propria
dieta comprenda la maggior parte degli alimenti e quindi ne sfrutti
appieno tutte le caratteristiche, altri che invece facilitano
la
monotonia alimentare che porta inevitabilmente a carenze più
o meno gravi.
L'amore per il cibo è una caratteristica positiva
in questo senso: i buongustai "veri" sono curiosi e la
loro curiosità li spinge a provare di tutto e quindi a consumare
cibi di ogni tipo.
Chi esclude intere categorie di alimenti come
i vegetariani,
i vegani o gli "schizzinosi" (coloro che escludono
dalla dieta interi alimenti per pregiudizio, motivi etici o salutistici),
invece, avranno probabilmente carenze di qualche tipo.
Il problema dell'integrazione è complesso e
richiederebbe una sezione a sé. In questa sede vogliamo solo prendere
in considerazione l'unica sostanza per la quali è difficile coprire
le RDA: la vitamina E.
Il fabbisogno giornaliero di 12 mg è coperto da 20 gr di olio di
girasole, o 80 gr di nocciole, o 50 gr di mandorle, o 200 gr di
avocado. Questi alimenti hanno due difetti: sono poco utilizzati
nella nostra alimentazione e sono molto calorici (si rischia
di non far quadrare il bilancio calorico).
Una integrazione di vitamina E è quindi consigliabile, soprattutto
perché essa ha importanti funzioni anti invecchiamento ed
è una delle sostanze più accreditate nella prevenzione
delle malattie cardiovascolari.