Il tonno in scatola è un prodotto comodo e di facile reperibilità: in questo articolo ne sveleremo tutti i segreti per capire quale sia la reale valenza nutrizionale di questo prodotto e le differenze tra i vari prodotti sul mercato.
Il tonno è un pesce di notevoli dimensioni e quindi presenta tagli anatomici ben definiti con differenti caratteristiche. Le parti più pregiate sono il filetto (la schiena), molto magro, e la ventresca (la pancia), particolarmente grassa. Vi sono poi tutta una serie di tagli più piccoli e meno pregiati come quelli vicino alla coda, alla testa e al collo.
La legge non impone di indicare la porzione di tonno utilizzata, dunque i prodotti che la indicano sono spesso quelli di qualità superiore.
Il tonno in scatola di qualità peggiore viene preparato con i tagli meno pregiati: ce ne si può accorgere verificando la presenza nella scatoletta di piccoli pezzetti di carne invece di pezzi unici, sodi e ben definiti.
La ventresca viene utilizzata solamente nei prodotti di qualità più alta e viene sempre indicato in etichetta.
Il tonno in scatola può essere al naturale, cioè conservato solo nella propria acqua di cottura, oppure sott'olio.
Il tonno al naturale contiene pochissime calorie anche perché per produrlo non viene mai utilizzata ventresca (la parte più grassa del tonno), ma solo i tagli più magri. Dunque, si tratta di una buona fonte proteica, magra, ma piuttosto insipida, asciutta e dunque ben poco appetibile. Essendo così magra non è nemmeno una buona fonte di omega 3, dunque, sebbene sia un prodotto molto gettonato nelle diete, riteniamo che siano molto meglio altri prodotti in scatola come il salmone o lo sgombro.
Il tonno sott'olio è un prodotto molto diverso in quanto l'olio, penetrando nelle carni del tonno, lo rende molto più appetibile e gustoso. In genere viene utilizzato olio di semi oppure olio di oliva: si tratta di oli raffinati, dunque è importante che siano almeno di origine specificata (e non generici oli vegetali). Oggi esistono sul mercato anche prodotti con olio extravergine, senz'altro da preferire. Tuttavia, i produttori di qualità più alta continuano ad utilizzare olio di oliva, che probabilmente dal punto di vista organolettico continua ad essere la scelta migliore.
A nostro parere è meglio un'ottimo tonno sott'olio di oliva che un pessimo tonno sott'olio extravergine, anche perché la conservazione sott'olio non è detto che non deteriori un olio senz'altro più delicato di quello di oliva raffinato. Dunque, se dovete puntare su un prodotto di qualità media, scegliete quelli con olio extravergine, se invece puntate su un tonno in scatola di alta qualità potete chiudere un occhio sulla qualità dell'olio.
Spesso i prodotti di qualità più alta vengono proposti in confezioni di vetro, oppure in grandi scatolette di alluminio da 1 kg e oltre.
Il tonno al naturale ha solo 100 kcal per 100 g ma sicuramente non è la miglior fonte di proteine possibile, visto che contiene parecchio sodio e ciò nonostante è piuttosto insipido e asciutto.
Il tonno sott'olio sgocciolato ha molte più calorie (190 kcal per 100 g), ma è molto più gustoso. Considerando che raramente viene utilizzato così com'è, ma può essere utilizzato in mille ricette, a cotto e a crudo, può essere un interessante ingrediente per preparare ricette leggere e saporite.
Non pensate di assumere omega 3 mangiando tonno sott'olio perché quasi tutti i grassi di questo prodotto sono derivanti dall'olio.
Valori nutrizionali del tonno sott'olio