Sia la produzione del
burro che quella della
panna
montata coinvolge la parziale rottura di questi globuli.
La panna è un prodotto derivato dal latte
e può essere diversa a seconda del metodo di produzione,
che dipende dallo scopo a cui è destinata. La panna infatti
può essere consumata direttamente o utilizzata per fare altri
prodotti come per esempio il
mascarpone
e
burro.
La
panna dolce o panna di centrifuga è ottenuta dalla
centrifugazione del latte a 6500 - 7000 giri/min: a questa velocità
i globuli di grasso, che hanno una densità minore rispetto
al resto dei nutrienti del latte, tendono a separarsi migrando verso
il centro, da dove vengono raccolti. La panna che si ottiene è
detta dolce perché la rapidità del processo non consente
l'instaurarsi di
processi di fermentazione che acidificano
il prodotto.
La
panna di affioramento, che si ottiene dal latte lasciato
a riposo per 15-20 ore a 15 gradi, viene anche detta acida perché
la lunga permanenza a questa temperatura favorisce lo
sviluppo
dei batteri e quindi la produzione di acido lattico e di altri
composti aromatici. Viene prodotta nel ciclo di lavorazione del
Parmigiano-Reggiano,
del
Grana
Padano e di altri formaggi. La resa è inferiore al primo
metodo (25% contro 35% circa, vedi tabella), ma quest'ultima ha
qualità organolettiche superiori ed è più
adatta alla burrificazione.
La panna si può ottenere anche dal siero di latte, per centrifugazione,
separando il poco grasso che ancora contiene il siero.
A seconda della provenienza e del tipo di estrazione si hanno composizioni
chimiche diverse.
La panna può essere differenziata secondo due fattori principali:
il
tenore di grasso e il
trattamento termico.
A seconda del titolo ovvero della
quantità di grassi
avremo:
-
panna da caffetteria:
10% circa di massa grassa;
-
panna da cucina: 20% circa di massa grassa;
-
panna da montare o per
pasticceria:
35% circa di massa grassa;
esitono poi altri tipi di panna destinate a lavorazioni successive:
- panna destinata alla fabbricazione del
mascarpone
(20-30% grassi);
- panna per burrificazione discontinua (35-40% grassi);
- panna per burrificazione continua (80% grassi).
La panna subisce almeno un
trattamento termico.
La
panna UHT subisce un trattamento di sterilizzazione
e può essere conservata a temperatura ambiente. Ha una consistenza
più cremosa, un contenuto di grassi inferiore e un aroma
alterato in modo evidente dal trattamento termico. Si trova sia
in versione "da cucina", con il 23% circa di grassi, che
in versione "da montare", con il 35% di grassi.
La
panna pastorizzata mantiene una consistenza
densa ma liquida e ha un aroma neutro poco influenzato dal trattamento
termico, è la più adatta per essere trasformata in
panna
montata. Si trova solo nella versione "da montare",
con il 35% di grassi.
La
panna cruda è praticamente introvabile,
a differenza del
latte crudo che al
contrario si trova ormai molto facilmente nei distributori diffusi
in tutta Italia.
Spesso si aggiunge un
additivo
alla panna, la
carragenina, come emulsionante che
serve per evitare che i globuli di grasso si separino accumulandosi
in superficie, cosa che accade se la panna viene lasciata ferma
in frigorifero per qualche giorno.