La mozzarella deve il suo nome all'atto della
mozzatura, che avviene quando il casaro trancia un pezzo di pasta
filata dal lungo nastro formando una mozzarella.
La mozzarella prodotta con latte vaccino ha ottenuto nel '96 la
certificazione
STG,
che certifica solo la metodologia di produzione e non la provenienza
delle materie prime, nè la qualità delle stesse. La
mozzarella di bufala campana, invece, ha ottenuto la
DOP.
La
mozzarella non è un formaggio magro, come erroneamente
credono ancora molti consumatori: come tutti i formaggi prodotti
da latte intero, ha una percentuale di grasso sul secco molto elevata
(55% e oltre), inoltre il sapore molto delicato porta a consumarne
notevoli quantità.
La
mozzarella light contiene la metà di grasso della
mozzarella normale, ma ha un gusto delicatissimo che ne limita di
fatto l'utilizzo.
La mozzarella sfrutta la proprietà della
cagliata di latte vaccino di filare se fatta inacidire opportunamente
e immersa in acqua a 85-95 gradi.
Il latte viene addizionato con fermenti lattici e poi fatto
cagliare con caglio di vitello, la cagliata viene poi fatta riposare
per fare in modo che l'acidità aumenti ulteriormente.
A questo punto la cagliata viene immersa in acqua bollente
e viene mescolata energicamente, in modo tale che inizi a "filare",
ovvero che si trasformi in lunghi nastri molto elastici: per formare
una mozzarella bisogna letteralmente arrotolare su se stessi i nastri
di pasta filata, e mozzarli quando si raggiunge la dimensione desiderata,
per gettarli infine in acqua gelida, affinché si mantenga
la forma imposta dal casaro.
Per questo motivo la mozzarella si presenta sfogliata al taglio:
è composta da nastri di pasta arrotolati.
La mozzarella può essere filata a mano o a macchina.
La
mozzarella da tavola non si presta
ad essere utilizzata sulla pizza, per questo e per altri motivi
di ordine pratico ed economico è stata introdotta sul mercato
la mozzarella da pizza, una denominazione che ha valenza legale
e corrisponde a un prodotto dai requisiti specifici.
La
mozzarella da pizza deve avere le stesse caratteristiche
della mozzarella normale, ma una quantità di acqua inferiore,
e con un minor tenore di grasso (15-20% contro il 20-25% di quella
da tavola).
I preparati per pizza fatti con
formaggio
fuso tendono ad "oliare" la pizza, ovvero a separare
grasso liquido trasparente, e ad essere inconsistenti. Tali preparati
non possono, per legge, essere chiamati mozzarella.
La mozzarella da tavola tende a bagnare eccessivamente la pizza
a causa della maggior quantità di acqua, mentre l'eccessiva
quantità di grasso tenderà ad oliare la pizza.