Mi chiedo se nel
cioccolato extra fondente
Novi ci siano allora gli ingredienti suddetti, o venga contaminata
dai macchinari che vengono utilizzati anche per il cioccolato al
latte. Se ciò fosse vero le chiedo di indicarmi la marca
di un cioccolato assolutamente privo di tracce di latte e nocciole
che non metta a repentaglio la vita di mio figlio e quella di tanti
altri bambini allergici."
Diversi produttori di
cioccolato
indicano sulla confezione la dicitura "può contenere
tracce di latte e nocciole" non perché effettivamente
ne contengano ma perché sono possibili
contaminazioni
per il motivo che tu hai ipotizzato, dato che i macchinari per la
produzione sono gli stessi e quindi il prodotto può contenere
tracce di latte e nocciole usate in altri prodotti.
I soggetti allergici a vari alimenti sono in costante aumento e
dunque le aziende produttrici di cioccolato sono corse ai ripari
indicando in etichetta la possibile presenza di
tracce di prodotti
estranei, tipicamente si tratta di tracce di latte e nocciole
nel cioccolato fondente, che non ne dovrebbe contenere.
Queste contaminazioni sono semplicemente dovute al fatto che i macchinari
o gli stampi delle tavolette sono gli stessi per i diversi tipi
di cioccolato.
Pensando che le produzioni artigianali di cioccolato avessero una
minor probabilità di contaminazione, abbiamo provato a contattare
4 (sperando di non aver dimenticato nessuno...) tra le più
famose ditte italiane produttrici di cioccolato di qualità:
Amedei, Domori, Slitti, Streglio, chiedendo se potevano garantire
l'assenza di prodotti estranei nel cioccolato fondente.
Ci hanno risposto tutti, anche se alcuni ci hanno fatto attendere
un paio di mesi...
Amedei ci ha risposto che i macchinari di produzione del
cioccolato al latte, di quello fondente e di quello con frutta secca
sono gli stessi, ma che vengono ripuliti accuratamente ad ogni cambio
di produzione.
Streglio ci ha risposto:
" non siamo in grado, allo stato attuale,
di fornire garanzie sulla totale assenza di tracce di nocciole/mandorle
o di latte nel cioccolato fondente di nostra produzione."
Slitti ci ha risposto più dettagliatamente:
"il nostro ciclo di produzione viene
svolto da due linee ben distinte, una
per la lavorazione del cioccolato al latte e l'altra per quello
fondente.
Tuttavia, parlando di "possibili tracce", potrebbe accadere
che,
adoperando i medesimi stampi, anche se ripuliti ogni volta, potrebbe
rimanere qualche residuo all'inizio della lavorazione che nella
quantità poi prodotta, credo sia difficile quantificarlo
anche come
traccia.
Comunque sia, all'esaurimento delle attuali etichettature, abbiamo
già
inserito, in maniera per noi cautelativa, la dicitura "potrebbe
contenere tracce di..."
Per quanto riguarda le nocciole ed ogni tipo di frutta a guscio,
possiamo escludere in maniera più assoluta, ogni tipo di
traccia."
Domori ci ha risposto come segue:
"[...] anche se tradizionalmente la
produzione si concentra
al 90% su varietà fondenti, nel nostro laboratorio vengono
saltuariamente
effettuate lavorazioni con contributo di latte o nocciole.
Ad ogni diversa lavorazione, i macchinari coinvolti vengono accuratamente
ripuliti con la cura più rigorosa attenzione ma, comunque,
non si può escudere in senso assoluto che, in alcuni prodotti,
possano restare infinitesime tracce di questi ingredienti.
La nuova etichettatura che abbiamo già previsto per le
nostre produzioni
informerà il pubblico di questa ipotesi, nel senso della
più elevata
trasparenza e correttezza dovute al Cliente."
Possiamo solo aggiungere che una eventuale
intolleranza ad
un alimento esclude ogni tipo di complicanza quando questo alimento
è assunto in tracce, mentre per quanto riguarda
allergie
gravi consigliamo di chiedere al proprio allergologo se l'assunzione
di minime tracce di quella sostanza (latte, nocciole o altro) può
causare problemi. Questo per evitare che l'alimentazione di un soggetto
allergico non venga impoverita oltremodo per eccessiva precauzione.
Ricordiamo infatti che il concetto di "traccia" è
piuttosto vago: non penso che alcune parti su milione di nocciola
o arachide possano nuocere a un soggetto allergico. Sarebbe bene
che la legge imponesse dei limiti ragionevoli, proprio per evitare
inutili allarmismi.
Il cioccolato, da quanto si evince chiaramente dalla email arrivate,
è prodotto in condizioni di possibile contaminazione da qualunque
azienda, quindi se un soggetto ha sempre assunto il cioccolato di
una certa marca senza avere problemi, ha la sicurezza quasi certa
di non avere problemi nemmeno in futuro.