Il capicollo azze anca, chiamato anche capicollo grecanico o capocollo grecanico, è un salume prodotto in quella parte di Calabria dove rimangono ancora testimonianze della dominazione greca, nella punta più a Sud della costa ionica, in provincia di Reggio Calabria. Il capicollo azze anca grecanico viene venduto da soli quattro allevatori e produttori della zona che incarnano fortemente le origini greche, sia nel linguaggio parlato, il dialetto greco secondo il quale questo salume si chiamerebbe capicoddho azze anca, sia nelle tecniche di lavorazione, risalenti alla Magna Grecia ma codificate in documenti scritti solo nel Seicento. Secondo altri documenti storici pare che il capicollo azze anca grecanico abbia avuto come estimatori anche Giacomo Casanova e Gioacchino Murat. La particolarità di questo capocollo calabrese sta nel fatto che non viene ottenuto dalla coppa del suino, come porterebbe a pensare il nome, bensì da un taglio dell'anca, da cui il nome azze anca: è, in pratica, ottenuto dalla parte superiore della coscia, del prosciutto, oppurtunamente disossata e rifilata in modo da rendere il salume cilindrico come un capocollo.
Per la sua rilevanza storica e per la particolarità della lavorazione, il capicollo azze anca grecanico è entrato di diritto a far parte dei presidi slow food che ne tutelano e ne valorizzano le radici storico-culturali attraverso un disciplinare molto rigido.
Il capicollo azze anca grecanico ha forma allungata e cilindrica, il suo peso varia da 1 a 2,5 kg, è avvolto in una rete sotto la quale si intravede il colore biancastro del grasso. Al taglio la fetta si presenta di una consistenza morbida ed elastica, all'esterno è di colore bianco e all'interno è di colore rosato con pochissime venature di grasso. Fondamentalmente il buono del capicollo azze anca è che il grasso è solo all'esterno e può essere scartato, questo lo rende un salume adatto alla cucina Sì, magro e salubre, visto che non è ammessa l'aggiunta di conservanti. Al gusto predomina l'aroma del finocchio selvatico, e la tendenza dolce delle carni si equilibra perfettamente con la sapidità dovuta alla stagionatura.