Da millenni l'uomo pratica la selezione genetica delle piante coltivate e degli animali allevati, effettuando incroci e selezionando quelle migliori dal punto di vista alimentare. La frutta e la verdura che mangiamo oggi sono molto migliori di quelle di 100 anni fa, le quali, a loro volta, erano migliori di quelle di 500 anni fa e così via.
Queste tecniche naturali di selezione genetica, però, hanno il limite di essere affidate al caso, di funzionare solo tra linee della stessa specie o specie affini, inoltre si ha trasferimento di caratteri non voluti oltre alla caratteristica desiderata, e infine i tempi di realizzazione di una selezione sono estremamente lunghi.
Le moderne teniche dell'ingegneria genetica consentono di superare questo vincolo, in particolare l'ingegneria genetica libera ogni selezione da due gravi limitazioni:
Un Organismo Geneticamente Modificato (OGM) è per definizione un essere vivente (batteri, piante o animali) nei quali è stata modificata, grazie a procedimenti di ingegneria genetica, una porzione di patrimonio genetico allo scopo di ottenere nuove caratteristiche, che non si sarebbero mai potute sviluppare spontaneamente in quella tipologia di organismo.
Un Organismo Trangenico (OT) è un essere vivente che ha in sè il patrimonio genetico di specie diverse. La transgenia è un evento naturale: un mulo (prodotto dall'accoppiamento tra un asino e una cavalla) è un organismo transgenico naturale. Gli organismo transgenici prodotti dall'uomo con le tecniche dell'ingegneria genetica consentono di superare le barriere naturali di incompatibilità sessuale tra specie diverse, determinatasi con l'evoluzione. In parolo povere, consentono di inserire una parte del patromonio genetico di un animale in un animale di specie diversa, o in una pianta, cosa che con tecniche di incrocio naturali sarebbe impossibile.
Gli OGM possono essere utilizzati in svariati campi, molti di essi sono ancora in fase sperimentale, altri sono già applicati.
In particolare, nel settore vegetale l'impiego degli OGM ha i seguenti scopi:
Nel settore animale, gli OGM interessano soprattutto:
Solo alcune di queste applicazioni sono state sviluppate commercialmente.
Esistono diverse tecniche per la produzione degli OGM. Per quanto riguarda le piante, i principali metodi sono due.
Il primo è l'utilizzo del batterio Agaricus tumefaciens, in grado di provocare il tumore al colletto in alcune piante. Questo batterio trasmette la malattia trasferendo alla cellula vegetale una porzione di DNA che provoca il tumore, modificando tale porzione inserendo il gene di interesse, si riesce a inserire tale gene nella cellula vegetale, producendo un organismo OGM.
Il secondo metodo consiste nel bombardare la pianta con piccole sfere di circa 1 micron di diametro, tali sfere portano sulla superficie la porzione di DNA di interesse, che penetra nella cellula e si integra nel suo DNA.
L'applicazione delle biotecnologie in agricoltura rappresenta, nella ricerca bioingegneristica, il settore più importante sia per le polemiche ecologiche, sociali ed economiche, sia perché le piante OGM rappresentano il 98,6% degli OGM in circolazione. Le piante OGM oggetto di studio sono molte (soia, mais, colza, pomodori, barbabietole, ...
Qualunque attività umana non è a rischio zero, l'opportunità o meno di adottare una nuova tecnologia, qualunque essa sia, è legata all'analisi dei rischi e dei benefici. Anche gli OGM non sfuggono a questo principio: non avrebbe senso accettare gli OGM sono dopo aver accertato un rischio zero, poiché non sarebbe coerente ...
Come già affermato nell'articolo sui rischi e benefici degli OGM, l'Unione Europea ha un approccio molto più cauto rispetto agli Stati Uniti e agli altri paesi che hanno accettato gli OGM senza particolari timori. Negli ultimi 15 anni la Comunità Europea ha speso 70 milioni di euro per progetti di ricerca dedicati esclusivamente ...