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Selenio
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Il selenio è un elemento presente
in piccolissima concentrazione nell'organismo (13 mg circa) ma molto
importante per contrastare il danno ossidativo prodotto dagli idroperossidi.
Funzione del selenio
Il selenio è un elemento essenziale come
cofattore della glutatione perossidasi, un enzima in grado
di neutralizzare gli idroperossidi (come l'acqua ossigenata), sostanze
reattive molto pericolose per l'integrità delle membrane
cellulari. Il selenio ha un ruolo anche nel metabolismo degli ormoni
tiroidei.
Eccesso e carenza di selenio
Una carenza di selenio è rara nell'uomo
ad eccezione di alcune zone (Nuova Zelanda e parte della Cina) dove
il terreno ne è povero. In Cina è stata riscontrata
una cardiopatia, detta di malattia di Keshan, che regredisce in
seguito alla integrazione con selenio. Lo stato di carenza determina
ipertensione, distrofie muscolari, anemie, neoplasie, invecchiamento.
Un eccesso di selenio provoca disturbi gastrointestinali e irritazioni
polmonari.
Il selenio negli alimenti
In natura il selenio si trova soprattutto sottoforma
di selenometionina e in forma inorganica. I cereali, i pesci d'acqua
salata, alcune frattaglie come il fegato e il rognone sono ricchi
di selenio, i vegetali ne contengono in proporzione al contenuto
del terreno dove sono stati coltivati.
Le patate arricchite con selenio (Selenella) sono
coltivate in terreni trattati con fertilizzanti ricchi di tale oligoelemento.
Dato che il livello massimo raccomandato (200 microgrammi) non è
molto superiore a quello minimo (55 microgrammi), e che in Italia
non ci sono zone a rischio per scarsità di selenio nel terreno,
l'assunzione di patate arricchite non è consigliabile per
evitare il rischio di sovradosaggi.
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