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Ferro
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Il ferro è un metallo fondamentale
per il corretto funzionamento dell'organismo. Un soggetto di 70
kg contiene mediamente 3,5-4 g di ferro, prevelentemente legato
all'emoglobina (65%) e alla mioglobina (10%), nei depositi (nel
fegato, nella milza e nel midollo osseo, legato alla ferritina e
alla emosiderina), e una piccola parte (0,1-0,5%) nel circolo sanguigno
legato alla trasferrina e negli enzimi intracellulari.
Funzione del ferro
La funzione principale del ferro è legata
al trasporto di ossigeno dal sangue ai tessuti ad opera dei globuli
rossi. Essi contengono emoglobina, molecola in grado di legare l'ossigeno
dell'aria negli alveoli polmonari e di cederlo ai tessuti che lo
utilizzano per la respirazione cellulare. La mioglobina anch'essa
il ruolo di trasportatore di ossigeno, ma all'interno dei muscoli.
Il ferro è importante anche per altri processi biologici,
come la sintesi del collagene e il metabolismo degli acidi nucleici.
Eccesso e carenza di ferro
Un eccesso di ferro determina un accumulo
in alcuni organi (fegato, pancreas, surrene, miocardio) che ne risultano
danneggiati.
Una carenza di ferro si manifesta con astenia, affaticabilità,
nei casi più gravi cefalea, palpitazioni, nevralgie, facilità
alle infezioni, anemia sideropenica (ferro-priva). Non tutte le
anemie derivano da una carenza di ferro: in questi casi una integrazione
non ha senso e quindi va sempre valutata con attenzione per evitare
eccessi.
Il ferro negli alimenti
Il ferro viene utilizzato soprattutto per garantire
il turnover dei globuli rossi, che hanno una vita relativamente
breve (120 giorni). Da 1 a 2 mg di ferro vanno reintegrati ogni
giorno a causa di questo meccanismo.
Il fabbisogno quotidiano di ferro per l'uomo ammonta a 10
mg, per la donna a 18 mg (a causa del sangue perduto durante le
mestruazioni), perché il ferro contenuto negli alimenti è
assorbito solamente in minima parte (dal 5 al 10%).
L'assorbimento varia di molto a seconda del tipo di alimento: è
maggiore negli alimenti di origine animale (fino al 35%)
e minore nei vegetali (2-10%). Il fegato, la carne, i legumi,
i crostacei, la frutta secca sono le fonti principali di ferro biodisponibile.
L'assunzione di ferro è facilitata dalla contemporanea presenza
della vitamina C, in grado di favorire l'assorbimento del
ferro emoglobinico presente negli alimenti di origine animale.
Una carenza di ferro si manifesta raramente per insufficiente carenza,
più facilmente per insufficiente assorbimento (diarrea, acloridria,
alterazioni gastro-intestinali) o per eccessive perdite ematiche
come emorralgie o mestruazioni molto abbondanti.
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